È vero, il denaro non ha odore. L’abbazia di Trisulti per anni è stato un luogo che ho visitato più volte e dove, quando ho potuto, ho accompagnato amici e parenti che non avevano mai visto una Certosa unica per la sua bellezza. Un luogo di pace, silenzio e meditazione incastonato in un paesaggio bellissimo, dominato dalla sagoma imponente del Monastero.
Ora, per 100.000 euro l’anno, questo luogo sacro rischia di diventare l’accademia mondiale del “Sovranismo”, intriso dei disvalori di una estrema destra ricca e arrogante. Uno shock. Una catarsi verso il peggio che la politica possa partorire. Dalla pace e la tolleranza alla guerra permanente contro qualcosa o qualcuno e all’intolleranza più sottile. Già questo territorio è segnato storicamente dalla presenza della massoneria con i suoi compassi, bavaglini e cappucci. Ora qui rischiano di convergere tutti i campioni di un mondo diviso in stati e statarelli, fautori di una nuova autarchia che, per dirla tutta, ci riporta diritti, diritti al peggior ventennio che questo Paese abbia mai vissuto (1923/1943). Il Presidente della fondazione che gestisce la “Accademia Sovranista di Trisulti” (!), Benjamin Harnwell ha voluto tranquillizzare tutti, asserendo che molti giovani sono interessati al progetto, che si propone di sfornare tanti Salvini per il domani. Tutto chiaro, quindi, una fondazione culturale di alto livello, che come fine ha quello di sfornare grandi e colti statisti capaci di chiudere tutti i porti del Paese per impedire lo sbarco di qualche centinaia di disperati, in grado di addentare una fetta di pane con la Nutella in diretta di social, dopo una notte di disastri, di lanciare slogan su tutto, perché così è più semplice e non ci si deve impegnare nel risolvere i problemi. Una “Accademia dell’occidente giudaico-cristiano”, che si ispira alle teorie nazional-populiste di un monumento della politica mondiale, che risponde al nome di Steve Bannon, ex “spin doctor” di Donald Trump il cui fine è”leghizzare” l’Italia e poi il mondo, con la benedizione di un altro campione di tolleranza e democrazia qual è Putin. C’era una volta un luogo sacro visitato da migliaia di pellegrini, turisti e curiosi. Un eremo dove silenzio e bellezza, facevano da cornice alla sacralità di simboli e paramenti. Un’abbazia simbolo di conoscenza e tolleranza. Oggi, per centomila euro l’anno, quel luogo rischia di diventare fucina di intolleranza e divisioni. Una fabbrica di populisti 2.0, il cui punto di riferimento culturale e politico è Salvini.

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