Sentire un francese criticare il proprio Presidente, per giungere alla conclusione che sarebbe meglio Putin, non solo lascia allibiti ma, considerato ciò che sta accadendo in questi giorni oltralpe, soprattutto preoccupati. Si può essere critici come si vuole con la Francia, ma è indubbio che quel Paese sia una grande democrazia, sostenitrice dell’Europa. Non si sa cosa ci sia dietro le violente manifestazioni di questi giorni, ma sentire agitare il fantasma di Putin, non può che preoccupare chiunque consideri la democrazia come un bene irrinunciabile.
Sono convinto che non ci siano alternative alla democrazia, anche se la politica non ha certo dato il meglio di sé in questi ultimi anni. Il disagio provocato da una crisi infinita ha sfiancato le famiglie, ha incattivito un tessuto sociale provato da troppi sacrifici e privazioni. Ma a questo disagio non vi sono vie di fuga lontane dai valori democratici. Non sono il sovranismo, il populismo o il putinismo che possono dare risposte ai bisogni delle persone. Semmai il modo di governare un gigantesco Paese come la Russia, – dove fare il giornalista indipendente è una quasi condanna a morte, così come opporsi politicamente al nuovo Zar di Mosca significa conoscere le patrie galere se non, essere messi a morte -, è il modo più semplice per nascondere all’opinione pubblica i veri problemi. Mass-media silenziati e un’opposizione terrorizzata garantiscono al tiranno della steppa di poter veicolare solo le informazioni a lui gradite e raccontare così ciò che politicamente fa più comodo. Troppi sostenitori politici di Putin omettono di raccontare cosa sia davvero l’ex-alto dirigente del KGB, che col pugno di ferro domina un Paese tanto grande quanto fragile nelle due istituzioni apparentemente democratiche. Ormai è certo che la Russia ha investito enormi risorse per condizionare la vita democratica di molti paesi nel mondo, tra i quali gli Stati Uniti e diversi membri dell’Unione Europea. A me non piace questa Italia, ma è con gli strumenti che la democrazia ci fornisce, all’interno della nostra Costituzione, che va ricercato e costruito il cambiamento. Sono preoccupato di sentire alcuni di questi “Gilet Gialli” parlare bene dello zar del ventunesimo secolo come alternativa al loro Presidente. Sono ancora più preoccupato di vedere pessimi politici nostrani ossequiare un Presidente che, attraverso il controllo assoluto dell’informazione, dopo aver eliminato di fatto ogni opposizione, si racconta al mondo come meglio ritiene, cancellando sofferenze e problemi che ancora esistono ma non devono essere raccontate.

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