Puttana.
Una parola con un’accezione negativa, che spesso viene utilizzata a sproposito.
Io non sono mai “stato a puttane”, ma ho conosciuto diverse donne, alcune le ho (abbiamo) anche aiutate ad uscire da situazioni drammatiche, che si prostituivano perché obbligate da organizzazioni senza scrupoli.
Non avevano alternative.
O vendevano il loro corpo oppure la loro vita e/o quella dei familiari non valeva più nulla. Puttane?
Certo, per la gente qualunque, per quei “galantuomini” di clienti erano semplicemente prostitute. Donne, meglio ragazze e anche “quasi ragazzine”, senza possibilità di scelta.
Spesso belle, per le quali valeva la pena spendere anche molto. In fondo il mercato esiste perché ci sono i clienti. Sovente uomini irreprensibili, con famiglia a carico apparentemente morigerati.
Io le ho conosciute queste “puttane”; come donne la cui aspirazione massima era fuggire dall’inferno in cui erano state rinchiuse.
Tristi, simpatiche, allegre, depresse, intelligenti, disperate e coraggiose. Già, coraggiose. Avendo avuto un’alternativa e credendo alla buonafede e all’impegno di chi voleva solo aiutarle, non hanno esitato a denunciare i propri aguzzini. Finiti tutti nelle maglie della legge.
Donne di diverse nazionalità, che hanno poi testimoniato contro quelli che le tenevano prigioniere, che io considero feccia della società.
Alcune si sono rifatte una vita, si sono sposate. Altre hanno trovato un compagno che le ha rispettate, altre ancora hanno trovato un lavoro. Alcune non so cosa poi abbiano fatto.
Sembra scontato il significato di una parola.
Invece bisognerebbe riflettere attentamente prima di utilizzare sostantivi, aggettivi e anche verbi, che potrebbero nascondere umiliazioni e sofferenze, ma anche coraggio e dignità. Questo vale per i cittadini normali e ancora di più per chi fa politica o, almeno, pensa o dice di farla. Io ho conosciuto diverse “puttane”. Alcune poco più che bambine. Donne che mi hanno insegnato molto e fatto riflettere. Donne che ho trattato con rispetto e dignità.
Quando si parla di femminicidio e violenza di genere, ricordiamoci anche delle tante donne costrette a vendersi perché ricattate, minacciate, umiliate. Dietro una semplice, scontata parola da utilizzare per offendere qualcuno, a volte, si celano drammi e atrocità che non possiamo e non dobbiamo ignorare.

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