Festa della Repubblica

Oggi più che mai è necessario celebrare la scelta repubblicana compiuta dal popolo italiano 72 anni fa.

Il Referendum del 1946 e poi la Costituzione del 1948 hanno regalato al nostro Paese libertà e democrazia ed è compito delle istituzioni fare in modo che tutto ciò non sia mai messo in discussione.

Sono le istituzioni che devono operare affinché non venga mai meno la fiducia dei cittadini, garantendo, nel contempo, la serena convivenza in un quadro di democrazia e libertà.

Ogni parola, ogni atto deve essere commisurato alla responsabilità che si riveste e non deve minare la credibilità dello Stato e dei valori fondanti della nostra democrazia.

In questo, il nostro Presidente della Repubblica ha dato un chiaro esempio di correttezza istituzionale e di attaccamento ai valori della Costituzione. Ha gestito un fase complessa, com’è stata la nascita dell’attuale Governo, con tranquillità, pazienza e competenza.
Anche nelle fasi più acute della crisi, dove comportamenti scomposti di alcuni dei protagonisti, hanno fatto temere una degenerazione degli eventi, il Capo dello Stato, fedele alle sue prerogative Costituzionali, ha dato prova di essere al di sopra delle parti. Un punto di riferimento assoluto e straordinario per tutto il Paese.

Questo devono rappresentare le istituzioni.
Punti di riferimento per tutti i cittadini.
E possono esserlo se la loro opera, nell’interesse generale, si esplica nel rispetto della legge, nella consapevolezza di svolgere un ruolo fondamentale nella vita delle persone e delle comunità.

L’Italia vive un contesto storico difficile e si trova ad affrontare situazioni complesse che, all’interno di una crisi ormai annosa, impattano con più forza sul vissuto delle persone.

L’immigrazione è una di queste situazioni complesse, che non può essere risolta a colpi di slogan utili per acquisire qualche consenso in più in periodo elettorale.

Nella nostra provincia, ad esempio, occorre un maggiore coinvolgimento dei comuni e una maggiore partecipazione nell’ospitalità, che non può essere demandata a una piccola parte, scelta da soggetti privati sulla base delle proprie esigenze ed egoismi.

Questo sistema non funziona più, semmai abbia funzionato qualche volta, perché crea situazioni di tensione che contribuiscono ad alimentare atteggiamenti populisti e xenofobi, pericolosi per la tenuta sociale delle comunità.

Servono più controlli e accertamenti, perché le risorse investite nell’accoglienza sono davvero tante, ma sul territorio rimane soltanto disagio e abbandono.

In tale contesto le istituzioni devono responsabilmente collaborare, affinché possano essere individuate soluzioni percorribili che rispettino i valori democratici su cui si fonda la nostra Repubblica.

In tale ottica i sindaci assumono un ruolo fondamentale. Sono i rappresentati istituzionali di un’intera comunità.

Chi parla dei sindaci rappresentanti di una maggioranza o di una parte, se riveste un ruolo politico, non svolge al meglio la propria funzione o, magari, non conosce bene le norme.

Pertanto, proprio per la funzione che riveste, il Primo Cittadino di una comunità deve rappresentare un riferimento certo, sul quale contare quando c’è da difendere un diritto.

Il Sindaco e gli amministratori devono essere un esempio e la loro azione deve essere improntata alla legalità e alla trasparenza, per essere un argine all’arroganza, alla violenza e all’intolleranza.

Ogni Amministratore, con la sua condotta, deve rappresentare un argine all’illegalità. Purtroppo non sempre questo accade.

Dobbiamo scongiurare ogni rischio di regressione civile in Italia e in Europa.

Su questo il Presidente della Repubblica è stato fin troppo chiaro.
Possiamo farlo se, insieme al reciproco rispetto, poniamo al centro le capacità e i diritti delle persone.

Questo 2 giugno è anche l’occasione per fare gli auguri al nuovo Governo che si è appena insediato.

Il compito che lo attende è particolarmente complesso, vista la situazione difficile in cui si trova il Paese.

L’auspicio è che, insieme ad una responsabile e seria opera politico/amministrativa dell’Esecutivo, si affianchi un processo vero di rinnovamento dell’intera classe politica, indispensabile per uscire da questo grave clima di sfiducia che pervade il Paese.

Con queste speranze, rinnovo a me e a tutti voi gli auguri di un buon 2 giugno, di una bella Festa della Repubblica.

W l’Italia.

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