Adesso, finalmente, si comprendono meglio le enormi difficoltà che abbiamo dovuto superare. Gestire un Ente oberato di debiti non è semplice, perché questa situazione condiziona inesorabilmente ogni altra attività. Abbiamo seguito un percorso virtuoso, che in questi quattro anni ha portato all’abbattimento del disavanzo tecnico. Da una montagna di circa 3 milioni e trecentomila euro a poco più di 170 mila euro. Certo, un lavoro quasi invisibile ma che ha messo in sicurezza ilComune sotto l’aspetto finanziario che, fino a prova contraria, resta l’elemento fondamentale di una gestione razionale, eticamente e moralmente corretta, il cui fine è assicurare un futuro tranquillo alla città. Un esempio? Se dieci anni fa, appena arrivata la sentenza Gizzi, gli amministratori avessero operato come abbiamo fatto noi in questi quattro anni, accantonando annnualmente somme per sostenerne il costo, ora non saremmo in procedura di riequilibrio. Magari avremmo avuto qualche rotatoria in meno. Magari non avremmo avuto un Polo Artigianale ancora da terminare, ma non ci sarebbero stati rischi per i servizi e neanche chiusure e tagli che tante discussioni hanno giustamente sollecitato. Ecco, questa è la differenza tra l’amministrare senza un progetto, limitandosi al quotidiano e il gestire la cosa pubblica pensando al domani.
Ora, proprio in virtù dei sacrifici fatti dalla comunità e da politiche attente all’equilibrio dei conti, possiamo avere a disposizione qualche risorsa per avviare ulteriori lavori in città. Ho detto “ulteriori” perché in questo quadriennio non siamo rimasti fermi. Abbiamo realizzato numerose opere importanti per Ceprano, coinvolgendo anche altri Enti che, con il loro contributo, hanno permesso di concretizzare lavori attesi da decenni. Nulla di regalato, ma risultati frutto di un impegno serio e costante e della capacità di farsi valere in ambito Regionale e Provinciale. All’uopo, ringrazio i presidenti di Provincia e Regione per la vicinanza e la sensibilità dimostrata nei confronti della nostra città. La “Casa della Salute”, il nuovo “S.I.N. Sacco”, il rifacimento della stazione ferroviaria, Via Caragno, Via Padre Domenico Passionista sono i risultati di questa costante e fruttuosa collaborazione. Non elencherò nuovamente quanto è stato fatto da noi, con le nostre sole forze. Un mix di vecchi progetti attualizzati ed eseguiti e nuovi interventi. Mi limito a tornare sul risultato frutto di questo impegno quotidiano, concreto e silenzioso. Altri 700 mila euro da spendere per opere utili a Ceprano. Non sono il regalo di un benefattore, ma il risultato di scelte razionali di un’Amministrazione che non si è limitata a campicchiare, viste le enormi criticità del bilancio, ma ha perseguito con forza l’obiettivo di cambiare Ceprano, pensando al futuro della nostra comunità.
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